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10 Parole e Modi di Dire Siciliani che un Turista Deve Conoscere a San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo non è solo una delle mete più belle della Sicilia, è un’esperienza da vivere.

Ma attenzione: per immergersi davvero nella cultura locale, non basta saper ordinare un cous cous di pesce o sapere che la spiaggia è una tavola d’oro affacciata su un mare di cristallo (poetico, vero?). Tranquilli non serve nemmeno il costume da sirena!

È fondamentale anche comprendere il linguaggio del posto.

Ecco quindi un mini-corso di siciliano sanvitese per evitare figuracce e conquistare la simpatia dei locali!

1. “Minchia, che beddu!” Se arrivi a San Vito e non esclami almeno una volta “Minchia, che beddu!”, ti rimandano indietro col primo traghetto. “Minchia” è l’espressione siciliana per eccellenza e si usa in molte situazioni: stupore, meraviglia, fastidio, rassegnazione… Ma in questo caso, davanti alla spiaggia paradisiaca di San Vito, il significato è chiaro: WOW!

2. “Talè!” Significa “guarda!”, ma è molto più di un semplice invito a osservare. È un’espressione carica di enfasi. Ecco alcuni esempi pratici: • Un locale ti indica il tramonto spettacolare? “Talè, che tramuntu!” • Un pescatore ti mostra un tonno appena pescato? “Talè, quant’è grossu!” • Un cameriere ti porta una porzione esagerata di pasta? “Talè, e chi ci nni fai cu tutta sta pasta?”

3. “Acqua davanti e ventu d’arreri” Lo si usa per indicare qualcuno che, a prima vista, ci aveva suscitato simpatia per poi rivelarsi insopportabile. A quel qualcuno, allora, si augura che si levi di torno in fretta: con l’acqua davanti (la pioggia, cioè) e il vento dietro a spingerlo ad andarsene più velocemente.

4. “Accura!” Significa “Attento!”. E fidati, è un avvertimento serio. Se un sanvitese ti dice “Accura!”, non è affatto una frase da sottovalutare. Potrebbe riferirsi a una moto che passa a tutta velocità, a un’onda improvvisa o a un riccio di mare nascosto sotto la sabbia.

5. “Si babbìi?” Se un siciliano ti dice questa frase, sta mettendo in discussione la tua sanità mentale. Esempi d’uso: • Vuoi prendere il sole a mezzogiorno ad agosto? “Si babbìi? Ti veni ‘u colpu di suli!” • Stai per mettere il parmigiano sulla pasta con le vongole? “Si babbìi? Pari ‘n turista!” • Vuoi contrattare il prezzo di una granita? “Si babbìi? Qua ‘a granita è sacra!”

6. “Futtitinni” Uno dei modi di dire più belli di tutta la Sicilia: significa “Non pensarci troppo, fregatene!”. Un consiglio utile quando ti preoccupi eccessivamente delle cose futili. Sei in vacanza, hai il mare più bello davanti a te, il sole sulla pelle e un cannolo in mano. Futtitinni e godi la vita!

7. “Chi camurrìa” o “Sì ‘na camurrìa” sono espressioni utilizzate per fare riferimento ad un tipo di seccatura o di fastidio insistente e reiterato nel tempo da parte di persone per l’appunto “camurriuse”. Per esempio: una Zanzara? Camurria, un vicino che parla troppo? Camurria il caldo di Agosto? una camurria. E’ un concetto universale

8.«Tu scuddasti quannu ti vivia l’acqua ru puzzu… e ti paria champagne!» ovvero, se ci fosse bisogno di traduzione, «Hai dimenticato quando bevevi l’acqua dal pozzo… e ti sembrava champagne!».
E’ un modo per far riflettere i cosiddetti pirocchi arrinisciuti, quelli che magari hanno scalato un po’ le classi sociali, ma che non riescono ad avere comportamenti consoni all’ascesa

9.Scialarsi è un termine che viene dal dialetto siciliano e che si è diffuso in quasi tutta Italia. Ma cosa significa? Scialarsi è godersi un momento di piacere intenso, stare così bene da dimenticare tutto il resto. Vieni a scialarti con noi. Mare, buon cibo..se non ti scialli in Sicilia hai sbagliato qualcosa.

10. “Si di fora” Se un sanvitese ti chiede “Si di fora?”, non sta cercando di escluderti, ma sta solo confermando ciò che già sapeva: non sei del posto. Ma non preoccuparti, se hai letto fino a qui e impari almeno tre di queste espressioni, presto diventerai un sanvitese onorario.

Conclusione: Sei pronto per San Vito? Ora che hai questo piccolo dizionario siciliano a disposizione, sei pronto per goderti San Vito Lo Capo come un vero locale. Ricorda: usa “minchia” con moderazione, “futtitinni” quando serve e “babbia” solo per scherzare. E soprattutto, sciallati: sei in uno dei posti più belli della Sicilia!