Nel cuore della Sicilia occidentale, incastonato tra dolci colline e paesaggi senza tempo, si trova Salemi, un borgo ricco di storia, cultura e tradizioni che affascinano ogni visitatore.
Un tempo capitale del Regno d’Italia per un solo giorno nel 1860, oggi Salemi è un gioiello da scoprire, con il suo centro storico di pietra bianca, il maestoso Castello Normanno-Svevo e le sue stradine che raccontano secoli di vita siciliana autentica.

Ma c’è un evento in particolare che rende Salemi una meta imperdibile per chi vuole assaporare il lato più genuino e goloso della Sicilia: la Sagra della busiata.
Ogni anno, nella prima settimana di agosto, Salemi si trasforma in un paradiso per gli amanti della cucina tradizionale con la celebre Sagra della busiata. Il nome potrebbe suonare curioso, ma dietro di esso si cela un’antica e saporita tradizione contadina.
Il suo nome deriva proprio dalla sua particolare forma attorcigliata, infatti, nel passato le strisce di pasta venivano arrotolate al di sopra di un filo di “buso”, il buso era ricavato dalla Disa una pianta tipica degli aridi terreni mediterranei.

Una ricetta povera ma straordinariamente saporita, che racconta la storia di un popolo che ha saputo trasformare la semplicità in un’arte culinaria.
Salemi è magnificamente celebrato tra “I borghi più belli d’Italia”. E non potremmo davvero aspettarci il contrario, direbbe chiunque abbia avuto l’onore di passeggiare tra le sue strade incantevoli!
Salemi, che si adagia dolcemente tra il fiume Màzaro e il Grande, gode di una posizione invidiabile nel cuore della Valle del Belice, dove puoi immergerti in un’esperienza unica degustando vini prelibati e prodotti tipici come la soffice vastedda del Belice e la deliziosa Zabbina.
Una cosa che molti non sanno è che Salemi è stata la Prima Capitale del Regno d’Italia; sulla torre del suo castello Garibaldi fece sventolare il tricolore e questo onore, durato un solo giorno, è documentato da un prezioso regio decreto custodito nel Polo Museale cittadino.
Salemi è oggi un paese pieno di storia, di viuzze, di ciottoli, di chiesette affascinanti. Tra i punti di interesse da non perdere sicuramente rientrano il castello Normanno-svevo risalente al 1077 e Piazza Alicia, agorà contemporanea su cui un tempo sorgevano, in ordine, una moschea e l’Ex Chiesa Madre. Anche se è andata in parte distrutta con il terremoto del 1968, il suo fascino decadente rimane immutato nel tempo.
Merita una tappa anche la Basilica paleocristiana di San Miceli, scoperta nel 1893 da Antonio Salinas su commissione di due mecenati Salemitani. Questo luogo, dedicato all’arcangelo San Michele, racchiude la storia di un sistema cimiteriale e di numerosi mosaici che ci raccontano ancora oggi attraverso le loro elaborate geometrie. I toni giallo-rosato della pietra c.d. Campanedda conferiscono un colore unico agli edifici e alle intricate trame urbane del suo centro storico di origine medievale, un vero e proprio esempio di multiculturalità, dove la cultura ebraica e quella araba si sono intrecciate, dando vita agli antichi quartieri della Giudecca e del Rabato.
La parte più elevata del Borgo custodisce gelosamente le preziose testimonianze degli ordini religiosi e dell’aristocrazia locale, che, con la loro incantevole bellezza storico-artistica, catturano l’anima. Dai suoi 442 metri s.l.m., Salemi scruta con ardore dalla cima della collina verso una vallata che si tinge di vita, dove si intrecciano filari di vigneti, giardini rigogliosi, campi di grano dorato, sentieri serpeggianti, mulattiere suggestive e torrenti freschi. In un audace atto di rottura con il passato, ma al contempo di continuità, il teatro del Carmine si erge maestoso, narrando la storia e la cultura del paese, costruendosi sulle rovine dei vecchi edifici e sprofondando nel terreno fino a rivelare la bellezza del paesaggio agricolo circostante.
Dal versante settentrionale, invece, lo sguardo si poggia sul verde paesaggio di boschi, tra le colline di Filci e di Polizo, dove si trovava un importante centro elimo.
A Salemi, infatti, la natura incontra la Storia: un territorio incantevole, ricco di bellezze naturali, dove ogni passo nelle attività escursionistiche rivela sentieri magici che si snodano tra aree montuose e collinari. Qui, l’emozione si mescola alla meraviglia durante la visita di straordinarie aree archeologiche – un tesoro inestimabile per la storia del Mediterraneo – come il villaggio di Mokarta, un tempo fulcro di vita nell’Età del Bronzo, con le sue quindici abitazioni circolari, capannicole dalle robuste mura in pietra e le numerose tombe scavate nella roccia che raccontano storie dimenticate. Cultura, natura e tradizioni vibrano ancora oggi a Salemi, dove la ritualità delle feste evoca il valore simbolico del pane, espresso in cerimonialità che affondano le radici nell’antichità, parlando al cuore di ogni visitatore.
Impossibile non provare un’emozione profonda nel citare, tra le meraviglie di Salemi, le sue numerose chiese, come la Chiesa Madre San Nicola di Bari, cuore delle celebrazioni per la festa del patrono il 6 dicembre, un momento di forte condivisione per la comunità. E poi c’è la chiesa di San Clemente, affettuosamente conosciuta come Sant’Annedda, che racchiude la memoria di una devozione secolare, essendo stata dedicata a Sant’Anna prima di ospitare le spoglie di San Clemente martire. L’ex Oratorio di Sant’Anna, la cui origine risale al 1718, aggiunge un ulteriore tassello alla storia di questo luogo, mentre la chiesa di San Giuseppe nel quartiere della Giudecca è testimone delle vicende legate alla comunità ebraica in Sicilia.
Particolarmente toccante è la chiesa di San Biagio, dove i salemitani si ritrovano il 3 febbraio per onorare tradizioni profonde, offrendo pani votivi che raccontano storie di fede e gratitudine. In quell’occasione, il pavimento viene adornato di foglie di alloro, diffondendo un profumo inebriante che avvolge tutta la chiesa, creando un’atmosfera magica.
Se desiderate avvicinarvi ulteriormente a queste tradizioni, all’interno della chiesa di San Bartolomeo troverete un intero museo dedicato ai pani salemitani, che vi accompagnerà in un viaggio nel tempo, permettendovi di scoprire l’autenticità e la passione di una comunità legata alle proprie radici.
DA NON PERDERE:
- Il castello Normanno-Svevo
- L’agorà contemporanea di Piazza Alicia
- Degustazioni di vini e di prodotti tipici come la Vastedda del Belice e la Zabbina
Come Raggiungere Salemi da San Vito Lo Capo
Se soggiorni a San Vito Lo Capo e vuoi vivere questa esperienza unica, raggiungere Salemi è più semplice di quanto immagini.
– In auto
Il modo più comodo è noleggiare un’auto o usare la propria. Da San Vito Lo Capo, prendi la **SP16** in direzione Custonaci, poi segui la **SS187** fino a Trapani. Da lì, imbocca l’autostrada **A29 Palermo-Mazara del Vallo** e prendi l’uscita per **Gibellina-Salemi**. Il tragitto dura circa **un’ora e mezza**.
– In autobus
Puoi prendere un bus da San Vito Lo Capo fino a Trapani (servito da AST o Autoservizi Russo), poi proseguire con un’altra corsa diretta a Salemi con la compagnia Salemi Bus.
– In taxi o transfer privato
Se preferisci una soluzione più comoda, ci sono servizi di transfer privati che organizzano spostamenti diretti da San Vito Lo Capo a Salemi, spesso con la possibilità di fermarsi in punti panoramici lungo il percorso.


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