La Fata del Mare e la Tonnara del Secco

Sulla costa frastagliata di San Vito Lo Capo, tra il profumo del mare e il suono del vento che sferza le rocce, si trova la Tonnara del Secco, un luogo carico di storia e leggende. Questo antico stabilimento di pesca, ormai in disuso, è diventato uno dei simboli più evocativi della Sicilia occidentale, testimone di un passato fatto di sacrifici, tradizioni e misteri.

Un’antica tradizione tra mare e sangue

La Tonnara del Secco era uno degli impianti per la pesca del tonno più importanti della Sicilia. Qui, per secoli, i tonnaroti hanno praticato la mattanza, un rituale cruento e spettacolare in cui i grandi tonni venivano intrappolati nelle reti e uccisi con lunghe fiocine. Si dice che, nei giorni della mattanza, il mare si tingesse di rosso e che il canto dei tonnaroti risuonasse tra le scogliere, un misto di preghiera e richiamo rituale.

La leggenda della “Fata del Mare”

Tra le tante storie che avvolgono la Tonnara del Secco, ce n’è una che ancora oggi affascina i pescatori della zona: la leggenda della Fata del Mare. Si racconta che nelle notti di luna piena, una figura femminile vestita di bianco apparisse sugli scogli vicino alla tonnara, attirando i pescatori con il suo canto malinconico. Alcuni dicevano fosse lo spirito di una giovane donna che, secoli prima, si era innamorata di un tonnaroto e si era gettata in mare quando lui non era mai più tornato da una battuta di pesca.

Secondo un’altra versione, la Fata del Mare era una divinità marina che proteggeva i pescatori, ma solo coloro che rispettavano il mare e la sua generosità. Chi osava pescare più del necessario o infrangere le antiche tradizioni veniva punito con tempeste improvvise o giornate di mare piatto, senza pesci all’orizzonte.

Un luogo di cinema e poesia

Oggi, la Tonnara del Secco è un luogo abbandonato, ma il suo fascino non è svanito. Le sue strutture in pietra, con le finestre vuote che guardano il mare, sono diventate set cinematografici per diversi film e serie TV, tra cui “Il Commissario Montalbano” e il film “Cefalonia”.

Chi visita la tonnara può ancora percepire le voci del passato: il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli sembra portare con sé gli echi della mattanza, le grida dei pescatori, il fruscio delle reti che si tendono nell’acqua.

Un tramonto da leggenda

Se c’è un momento in cui la Tonnara del Secco mostra tutta la sua magia, è al tramonto. Quando il sole cala dietro le montagne della Riserva dello Zingaro e il cielo si tinge di arancione e viola, la tonnara sembra sospesa tra passato e presente, come se fosse ancora abitata dai suoi antichi protagonisti.

Si dice che, al calar del sole, alcuni vecchi pescatori si fermino ancora a guardare l’orizzonte, quasi aspettando di vedere tornare le barche cariche di tonni. Forse è solo suggestione, forse è il richiamo di una tradizione che non vuole morire.

Una cosa è certa: la Tonnara del Secco è un luogo che parla a chi sa ascoltare, un angolo di Sicilia dove storia, leggenda e natura si fondono in un’atmosfera unica e indimenticabile.