Gestire una casa vacanza significa essere pronti a tutto. Ma quello che è successo una sera d’agosto ha messo alla prova il mio autocontrollo… e la mia capacità di non scoppiare a ridere in faccia agli ospiti.
La chiamata preoccupata
Era una giornata caldissima, di quelle in cui l’aria sembra fermarsi. Gli ospiti – una coppia di Torino in vacanza da qualche giorno – sembravano felici e rilassati. Fino a quando, nel tardo pomeriggio, ricevo una chiamata con tono allarmato:
“Scusi, c’è un problema. L’aria condizionata non funziona più!”
Penso subito a un guasto, cosa rara ma possibile. “Ok, ora passo a controllare.”
L’ispezione tecnica
Arrivo all’appartamento in pochi minuti. Gli ospiti mi aspettano fuori, con l’aria provata come se fossero stati nel deserto del Sahara per tre giorni.
Entro in casa e noto subito qualcosa di strano: fa fresco. Molto fresco. Troppo fresco.
Guardo il display del climatizzatore. Segna 16°C.
Mi giro verso di loro: “Ma… in che senso ‘non funziona’?”
Lui, serissimo: “Eh, non si spegne più! Non risponde ai comandi.”
Prendo il telecomando, provo a spegnerlo. Nulla. Cambio le batterie. Nulla. Inizio a pensare davvero a un problema tecnico, finché non alzo lo sguardo…
E vedo il telecomando della TV in mano all’ospite.
Lo guardo. Guardo il climatizzatore. Guardo di nuovo il telecomando della TV.
“Scusi… con quale telecomando ha provato a spegnerlo?”
Lui esita. Poi abbassa gli occhi sul telecomando che stringe. Realizza. Si gira verso la compagna, che lo fissa con lo stesso sguardo di chi sta ripensando a tutte le scelte di vita fatte fino a quel momento.
Silenzio.
Poi, imbarazzatissimo: “…Oh.”
Scoppiano entrambi a ridere. Io accendo il vero telecomando del condizionatore, imposto una temperatura umana e dico, trattenendo la risata: “Ora funziona, vero?”
Da quel giorno, ogni volta che un ospite mi dice che l’aria condizionata non risponde ai comandi, la prima cosa che chiedo è: “Con quale telecomando sta provando?”


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